Leggi e regolamenti

Il Protocollo di Montreal ha stabilito che le sostanze lesive dello strato dell’ozono (ODS), inclusi CFC e HCFC, siano gradualmente eliminate da tutti gli utilizzi mondiali. Il Regolamento Europeo 2037/2000 e il successivo 1005/2009 hanno stabilito date e modalità per la eliminazione dei refrigeranti più lesivi.
Gli HCFC vergini, tra cui il Gas R 22, conseguentemente, non possono più essere utilizzati né venduti a partire dal 1 gennaio 2010 per manutenzioni di impianti; successivamente a tale data le attività di manutenzione su impianti potranno essere effettuate soltanto con prodotti riciclati o rigenerati.
L’utilizzo del Gas R 22 riciclato o rigenerato per le attività di manutenzione sarà completamente vietato a
partire dal 2015.

I prodotti riciclati sono prodotti recuperati previa effettuazione di un primo processo di pulitura, svolto presso l’impianto in manutenzione presso un sito, dal tecnico abilitato con l’impiego di impianto dedicato portatile e destinati esclusivamente all’utilizzo nel medesimo impianto/sito. La vendita diretta o indiretta di questo prodotto non è consentita.
I prodotti rigenerati sono prodotti consegnati, quali rifiuti ad aziende debitamente autorizzate (sia ai sensi della normativa ambientale sia della normativa inerente le ODS) e dotate di impianti di rigenerazione, che effettuano trattamenti atti a riportare il prodotto alle caratteristiche di specifica equivalenti a quelle del prodotto vergine.

I prodotti vergini a magazzino esistenti in data successiva al 1 gennaio 2010 destinati alla manutenzione, ai sensi di legge, non possono essere considerati né riciclati né rigenerati e quindi, obbligatoriamente, devono essere considerati rifiuti.
I fluidi refrigeranti estratti dagli impianti dovranno essere, obbligatoriamente, considerati materiali di rifiuto, identificati con il Codice Europeo Rifiuti 14 06 01* “clorofluorocarburi, HCFC, HFC” e classificati “speciali pericolosi”.

L’inosservanza di quanto normativamente disposto sia dalla Regolamentazione Europea sia dalla Normativa Nazionale, in materia di corretta gestione dei rifiuti pericolosi, comporta la pena dell’arresto fino a 2 anni per il Responsabile Legale, ammende fino a 26.000,00 euro e, nei casi più gravi viene autorizzata la revoca dell’autorizzazione a svolgere l’attività.

L’impiantista che utilizza e vende prodotto estratto dagli impianti, riciclato o meno, quale (come se fosse) rigenerato fa commettere al Legale Rappresentante dell’azienda proprietaria dell’impianto il reato di violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari (Art 258 DPR 152/06), punibile con sanzione amministrativa pecuniaria da 2.600,00 euro a 15.500,00 euro.

Il frigorista commette il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (Art 260 DPR 152/06), punito con la reclusione da uno a sei anni.

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